Non tutti i ponti si costruiscono per unire: quello di Genova spacca in due la maggioranza. Salvini: «Legati a poltrone»

Giuseppe Conte ammette: «È una situazione paradossale. Finché il concessionario è Autostrade il ponte non può che essere automaticamente gestito da Autostrade: mi aspetto di chiudere ad horas o comunque a fine settimana». 

GENOVA – Se il ruolo di un ponte è unire fisicamente due sponde, bisogna ammettere che il nuovo Morandi nasce male. La decisione di affidarlo “alle cure” di Autostrade Spa divide di netto il governo. La ministra Paola De Micheli annuncia che la gestione “pro tempore” sarà di Aspi, fino a quando il governo non deciderà sulla revoca della concessione e i Cinque Stelle sono in rivolta. 

«Il Ponte di Genova non deve essere riconsegnato nelle mani dei Benetton. Non possiamo permetterlo» tuona il capo politico Vito Crimi. E il viceministro allo Sviluppo economico, Stefano Buffagni sentenzia: «Rinviare non significa risolvere i problemi! Il conto, salato, alla fine si paga sempre. I cittadini ci hanno eletto per cambiare e decidere e non per avere ‘l’anime triste di coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo’. Non in mio nome. Via i Benetton», twitta citando Dante e gli ignavi. 

Spiega la De Micheli: «Abbiamo fotografato l’attuale situazione della legge, che prevede che l’infrastruttura debba tornare nell’unitarietà della concessione. E’ una fotografia in questo momento delle disposizioni vigenti: mentre la procedura di revoca è aperta, la concessione è in capo ad Aspi ma non condiziona minimamente la soluzione della questione revoca, non ha nessuna valenza politica ma esclusivamente giuridica dello stato dei fatti».

Dal Pd la coordinatrice del programma e responsabile ambiente Chiara Braga fa sapere: «Il Partito Democratico ha sollecitato più volte il Governo ad assumere rapidamente le decisioni, da troppo tempo attese, sulle concessioni autostradali in seguito alla tragedia del Ponte Morandi e ai ripetuti rilievi, da parte degli organi di controllo, sui mancati investimenti nella manutenzione ordinaria e straordinaria e sui controlli. Continuiamo a sollecitare una decisione da parte del Governo che, dopo il lavoro istruttorio già consegnato dal ministero dei Trasporti, deve avvenire nel più breve tempo possibile, considerando che siamo alla vigilia del completamento della nuova struttura che, per il momento, è stata affidata temporaneamente all’attuale concessionario come atto dovuto ai sensi della legge». 

La decisione di De Micheli provocato anche la reazione di Giovanni Toti: «Ebbene, dopo due anni di minacce, immobilismo, proclami, giustizia promessa e rimandata il ponte di Genova verrà riconsegnato proprio ad Autostrade, come ha ordinato il governo M5s-Pd. Voi ridate il ponte ad Autostrade senza ottenere nulla. Noi continuiamo a lavorare per l’interesse dei liguri. E intanto per la tragedia del Morandi e per le sue 43 vittime nessuno ancora ha pagato. Mentre a Roma litigavate, noi in Liguria almeno abbiamo ricostruito il ponte. Forse abbiamo ringhiato meno di voi… ma visti i risultati…». E Matteo Salvini, rincara: «Cosa non si fa per salvare la poltrona, 5 Stelle ridicoli e bugiardi, due anni di menzogne e tempo perso».