Renzi: «Chiudiamo la partita del Mes. Sono 37 miliardi utili per la sanità. Non perdiamoli per motivo ideologico»

Continuano le presentazioni del libro “La Mossa del Cavallo”. «Da La Spezia a Chiavari, da Teramo a Napoli stiamo tornando in mezzo alla gente, in piazza. Chi vuole acquistare il libro online può farlo qui con la copia autografata o qui nella versione normale. Le prossime presentazioni saranno giovedì nelle Marche (San Benedetto del Tronto alle 18.30 e Recanati alle 21.30); venerdì in Toscana; lunedì nel Lazio (Santa Severa). Vi aspetto. E se vi va, dopo aver letto, scrivetemi ciò che ne pensate: matteo@matteorenzi.it» dice Renzi.

ROMA – «Sono ore importanti per il futuro dell’Europa. Angela Merkel assume la presidenza di turno dell’Unione e sarà un semestre decisivo non solo per il Recovery Fund. Intanto, in Polonia si gioca una partita rilevante per il futuro dello schieramento sovranista con il Presidente Andrzej Duda costretto al ballottaggio dal sindaco di Varsavia, Rafal Trzaskowski. Qualcosa si muove, vediamo come finirà. Anche per questo è fondamentale chiudere rapidamente la partita del MES, i 37 miliardi che servono alla nostra sanità e che, per un motivo ideologico, qualcuno vorrebbe buttare via. Finirà come è finita per gli 80€: per anni ci hanno detto che si trattava di una mancetta elettorale. Poi, dopo anni e anni, si sono convinti di aggiungere qualche euro e quella che era stata definita una mancetta è diventata una grande rivoluzione fiscale. Potenza del marketing! La politica è una cosa seria, per noi: diciamo sì al Mes, non rinviamo ancora»: così Matteo Renzi. 

A seguire il leader di Italia Viva per una volta si schiera a difesa di Salvini: «Molti si arrabbieranno per ciò che sto per dire ma lo dico lo stesso. Deve essere chiaro che impedire a Matteo Salvini di parlare è un errore per la democrazia. Noi non condividiamo ciò che dice, ma in un Paese democratico il leader del primo partito italiano ha il diritto di parlare sempre e ovunque. E rimarcare questo è un fatto di decoro istituzionale: a noi Salvini non piace, ma lui ha diritto di parlare. Punto.

«E allo stesso modo: ieri, Nicola Porro ha trasmesso uno scoop sul processo a Berlusconi. Non so quanto ci sia di vero in ciò che ieri è uscito a “Quarta Repubblica”: un magistrato della Cassazione che ha firmato quella sentenza espone dubbi molto forti sulla fondatezza giuridica di quella decisione. Non so dove sia la verità ma so che un Paese serio su una vicenda del genere – legata a un ex Presidente del Consiglio – non può far finta di nulla. Non ho mai appoggiato i Governi Berlusconi e Berlusconi non ha mai votato la fiducia al Governo Renzi (a differenza di altri governi anche di centrosinistra): quindi, per me Berlusconi è un avversario politico. Ma, proprio per questo, è doveroso fare chiarezza su ciò che esce dagli audio di quella trasmissione e nessuno può permettersi il lusso di far finta di niente».

Renzi cita un articolo de “Il Messaggero” secondo il quale «con il nostro Governo le auto blu erano diminuite. Con il Governo dei populisti anticasta nel 2018 le auto blu sono tornate a crescere. Più 30% in due anni. Quanta retorica sulle auto blu. Quanti servizi televisivi indignati. Poi noi le abbiamo diminuite e i populisti le hanno aumentate. E tutti i talk naturalmente zitti. Parliamoci chiaro: il futuro dell’Italia non dipende dalle auto blu. Ma leggere notizie come queste, nel silenzio dei più, fa pensare a quanta vergognosa, strumentale antipolitica si sia fatta negli ultimi anni».