Eccellenze d’Italia – IL MAESTRO ADRIANO FERRAIOLO E I SUOI BURATTINI

Una famiglia di artisti che ha attraversato due secoli e ha scritto la storia della Rai: da “Studio Uno” alla Tv dei Ragazzi

Approdato nel terzo millennio, fatto di giochi virtuali e tecnologia, Ferraiolo resta consapevole di avere tra le mani un potere genuino, sempre più amato da piccoli e adulti. Un potere che deve essere protetto, tutelato e salvaguardato, per continuare la tradizione e la storia creata e raccontata dal maestro Cavaliere Adriano Ferraiolo; dai suoi figli Fabio e Simone e dai nipoti Carla, Asia, Enza e il più piccolo Samuel, pronti a continuare la loro stupenda favola seguendo consigli e segreti di nonno Adriano

Il maestro Adriano Ferraiolo ha ricevuto la Cittadinanza Onoraria di Battipaglia. L’onoreficenza va ad aggiungersi al Premio Charlot alla Carriera alla Cittadinanza Onoraria di Krotone e Comune di Calvanico (Sa) e alla Benemerenza Civica Città di Eboli. D’altronde questo artista ha saputo conquistare i cuori di tutti, insegnando ai figli Fabio Simone e ai nipoti l”Arte del Teatro di Figura: una vera tradizione condivisa con il suo Pulcinella, burattino e maschera famosa nel mondo. I bambini riconosco in lui l’eroe da copiare e l’amico del Cuore, dando vita ad una sinergia magica tra la fantasia e la realtà. Dopo anni di lavoro questo artista ricorda ogni istante, ogni piazza, ogni momento, le battute condivise insieme a genitori, fratelli e spettatori: emozioni infinite di un professionista che è un’eccellenza campana. I suoi burattini sono gli unici ad aver partecipato a Studio Uno di Antonello Falqui nel 1963 e dieci anni dopo sono stati protagonisti della Tv dei ragazzi. Tutto ebbe inizio nel lontano 1860, con il fondatore Filippo Ferraiolo che inventò i primi burattini meccanici a carillon, all’interno di un piccolo Luna Park. Attore girovago, Adriano trasmise la sua passione al figlio Pasquale, che avvolgendo il fazzoletto tra le dita, trovò l’ispirazione per un burattino con la testa di legno e il corpo di pezza. E la storia continua…