Renzi – «SU GIUSTIZIA NON MOLLIAMO. GARANTISMO STA A GIUSTIZIALISMO COME DEMOCRAZIA STA A DITTATURA»

«Abbiamo dato due mesi di tempo. O le cose cambiano o ci vedremo al senato»

«L’allenatore della Juve, Maurizio Sarri, ha detto in conferenza stampa: “Se non volevo esami, andavo a lavorare alle Poste”. È un modo di dire tipico del passato, quando le Poste erano percepite come un carrozzone. Oggi Poste Italiane è una delle aziende più innovative del Paese, sia sulla consegna che sull’innovazione, i pagamenti digitali, il mondo cyber. Senza volerlo – immagino – Sarri è stato offensivo. Penso che, se andiamo a rivedere che cosa è accaduto alle Poste, e non solo alle Poste, in questi anni ci accorgiamo di una trasformazione straordinaria delle aziende italiane. Quelle che hanno attraversato la crisi e sono rimaste in piedi, sono oggi leader di mercato, efficienti, dinamiche, piene di energia. Poste Italiane sarà una delle aziende più forti nei prossimi 20 anni perché ha saputo scommettere sul futuro. Io intanto faccio i complimenti all’Amministratore Delegato, Matteo Del Fante, e a tutti i suoi colleghi. Quello di Del Fante è stato davvero un lavorone. Quello di Sarri semplicemente un autogol»: parola di Matteo Renzi 

«Sulla battaglia della giustizia giusta non molliamo perché è una questione di civiltà. Ci sono più di mille innocenti mandati in carcere ogni anno. Lo Stato spende milioni e milioni di euro per i casi di malagiustizia. La Corte Costituzionale ha affrontato ieri i primi ricorsi contro le leggi di Bonafede dello scorso anno e ha già pronunciato la prima sentenza di incostituzionalità. E chiaramente incostituzionale è anche la proposta contenuta nel c.d. Lodo Conte. Dunque: su questo tema, non si molla. Noi con i garantisti, gli altri con i giustizialisti. Perché il garantismo sta al giustizialismo come la democrazia sta alla dittatura. Ieri, intanto, si è votato il Lodo Annibali alla Camera: se fosse passata la proposta di Lucia Annibali, sarebbe tornata in vigore la legge del PD fatta da Orlando & Gentiloni. Invece il PD – incredibilmente – pur di votare contro Italia Viva, ha tenuto in vigore la legge populista fatta da Bonafede & Salvini. A tutti quelli che mi dicono: ma perché hai fatto la scissione? Da ieri posso rispondere anche: perché un partito che sceglie il giustizialismo contro il garantismo non è più casa mia. E ho come l’impressione che i riformisti del PD non abbiano compreso che cosa ci sia scritto dentro il Lodo Conte. Appena lo leggeranno e lo capiranno ci sarà da divertirsi. Quanto a Bonafede, che ci accusa di molestarlo (ma l’ex DJ avrà mai letto il codice penale? Lo sa che la molestia è un reato?), noi auguriamo al Ministro buon lavoro. Gli diamo due mesi di tempo. Se le cose cambiano, bene. Altrimenti ci vediamo in Senato»: Matteo Renzi non cambia idea. La sua lotta contro quello che lui stesso definisce giustizialismo e a favore del garantismo (che rischia ora dopo ora di mandare in crisi il governo) non è affatto sospesa come riportano alcune fake news fatte girare ad arte sui social. Il leader di Italia Viva, che stasera sarà da Paolo Del Debbio su Rete4, attacca anche sui temi della crisi economica.

«L’appuntamento, quello decisivo – dice – sarà il 2 marzo, in una fabbrica del Nord. Lanceremo lì gli Stati Generali dell’Economia. Con le nostre proposte su tasse, sulla follia del reddito di cittadinanza, sugli incentivi alle imprese, sugli aiuti ai lavoratori. Penso che la situazione economica del Paese sia profondamente preoccupante. Il dato sul calo della produzione industriale è sconvolgente, e mi lascia interdetto il fatto che nessuno ne stia parlando. Se a questo si aggiunge che la crisi sanitaria in Cina avrà conseguenze economiche molto impattanti anche in Europa, penso che sia necessario essere tutti molto sinceri: ci aspettano due anni difficilissimi. E se fino alle elezioni americane possiamo immaginare che l’economia reale verrà molto sostenuta, dal 2021 il rischio recessione – ahimè – sarà molto forte. Possiamo darci una smossa? Noi lo faremo il 2 marzo». L’ex premier sottolinea anche che siccome vuole collaborare con il Governo («Almeno finché vogliono il nostro aiuto e non ci considerano molesti») la conferenza stampa sul Piano Italia Shock è spostata al 20 febbraio: «Per avere con noi la gradita presenza della Ministra alle Infrastrutture Paola De Micheli” spiega.