Venti di guerra – RAID USA A BAGDAD: ORDINE PARTITO DA DONALD TRUMP. UCCISO GENERALE SOLEIMANI

L’Ayatollah Khamenei annuncia: «Ci saranno dure ritorsioni». Usa invitano americani a lasciare subito zona

Il primo ministro iracheno dimissionario, Adel Abdul-Mahdi ha condannato il raid aereo americano definendolo una «aggressione e violazione di sovranità», che porterà a «pericolosa escalation». Anche da Mosca, alleata dell’Iran in Medio Oriente, fanno sapere che «l’uccisione di Soleimani è stato un passo avventuristico» Nella foto Qassem Soleimani

«Un atto di terrorismo internazionale»: così il ministro degli Esteri di Teheran Javad Zarif ha definito l’uccisione del potente Qassem Soleimani e di Abu Mahdi al-Mohandes, nel corso di un raid americano presso l’aeroporto di Baghdad. Per il Pentagono, l’uccisione di Soleimani, ordinata direttamente dal presidente Donald Trump, è stata «un’azione difensiva». L’attacco è avvenuto pochi minuti dopo lo sbarco di Soleimani, a pochi chilometri dall’aeroporto. Fatto peraltro oggetto del lancio di tre razzi da parte delle forze americane. La guida suprema, l’ayatollah Khamenei,  annuncia «dure ritorsioni. Soleimani era il generale delle Forze Quds, forze speciali delle Guardie della Rivoluzione Islamica, e “cervello” delle strategie militari iraniane in Medio Oriente. Il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif dice: «L’atto di terrorismo internazionale degli Stati Uniti con l’assassinio del generale Soleimani, a capo della forza più efficace nel combattere Daesh, al-Nusra e al-Qaeda, è estremamente pericoloso e una folle escalation. Gli Stati Uniti si assumeranno la responsabilità di questo avventurismo disonesto». Il ministro ha indetto tre giorni di lutto nazionale e ha sottolineato: «Il lavoro e il cammino del generale Qassem Soleimani non si fermeranno e una dura vendetta attende i criminali, le cui mani nefaste sono insanguinate con il sangue di Soleimani e altri martiri dell’attacco della notte scorsa».